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TRIS Rieti |
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degli articoli del giornale Overtime - Anno 2 - Numero 1 del 11/01/04 |
Intimidador:
Pietro Bianchi

“ Duecentotre centimetri, cento chili e due gambe come due molle. Pietro
Bianchi è il centro che nessun avversario vorrebbe tovarsi davanti. Non
tanto per la sua stazza, quanto per quella grinta e cattiveria agonistica che
mette in ogni azione, in ogni pallone vagante, in ogni rimbalzo che possa essere
catturato. In difesa fa vedere le cose migliori del suo repertorio. Marcature
asfissianti, rimbalzi ad altezze siderali, stoppate da piegarti le mani. Ma c’è un
numero nel suo repertorio che lo fa impazzire e che fa schizzare sulle sedie
i suoi tifosi: la schiacciata a due mani e testa all’altezza del ferro.
Pietrone Bianchi è quest’anno giunto alla Tris per l’ennesimo
ritorno con la maglia reatina. Entrato nel cuore dei tifosi, è stato accolto
come uno di casa e che Pietro, varesino di nascita, si senta ormai reatino sta
a dimostrarlo la scelta tutta reatina della donna che con lui divide giornalmente
le gioie della famiglia. Sempre pronto allo scherzo e alla battuta, Pietro è considerato
un grande uomo-spogliatoio, uno di quelli che fa da cemento nel gruppo. Ma Pietro è anche
e soprattutto quel centro intimitadore dell’area pitturata capace, con
la sua grinta di mettere in riga avversari di qualsiasi stazza e fama. L’infortunio
e lo stop forzato che lo hanno tenuto fuori dal campo, non lo hanno scalfito
di un capello. E’ tornato sul parquet ancor più voglioso di giocare
per la squadra, è tornato sempre più “intimitador”.
E noi ne siamo felici.”.
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Auguri
Coach!!!
Il
22 gennaio prossimo Maurizio Lasi compirà 45 anni. Età della
piena maturità come uomo ma soprattutto come tecnico e
crediamo che un omaggio sincero ed affettuoso vada fatto a colui
che, con sapienza e professionalità, sta guidando la nostra
squadra del cuore. Ripercorriamo brevemente la sua carriera.
Faentino di nascita, Maurizio tradisce la passione per il calcio
abbracciando lo sport della palla a spicchi. E’ il 1975
quando con la maglia della Jolly Colombani Forlì inizia
la sua avventura nel basket che conta. L’anno successivo,
ad appena 17 anni, si trasferisce negli U.S.A. alla Henningher
High School di Syracuse, per poi tornare di nuovo a Forlì.
Una stagione in A2 e poi la successiva coronata dalla promozione
in A1. Nel 1979 il primo approdo a Fabriano, città che
con Siena, resta un importante passaggio della sua vita e della
sua carriera. Con la Honky partecipa al campionato di A2 e, copo
una parentesi a Pordenone, torna nell’81 a vestire la maglia
della formazione marchigiana conquistando la promozione in A1
dove giocherà per altre due stagioni dando un importante
contributo alla squadra di casa Merloni. A 25 anni passa con
la Silverston Brescia: altra promozione in A1 e permanenza per
altre due stagioni con la formazione lombarda. Nel 1987 ritorna
dalle parti di casa vestendo i colori della Fanti Imola (B1)
per poi trasferirisi a Siena, sua città d’adozione,
dove oltre a guidare con esperienza la Conad, poi Ticino, dalla
B1 alla A1 in sole due entusiasmanti stagioni, si sente accolto
con affetto e…amore, tanto da metter su famiglia. Nel 91/92
retrocede con Siena in A2 ma, nel campionato successivo, i suoi
assist sono decisivi per una nuova promozione dei senesi nella
massima serie. Ancora due anni da protagonista sempre con la
maglia della città del Palio e poi a 35 anni inizia la
nuova avventura da allenatore. Dopo un anno da vice con Siena
in A1, nel 1996 passa sulla sponda della Virtus, cugina e rivale
della Mens Sana, e qui guida non solo la prima squadra ma si
assume anche la responsabilità del settore giovanile.
Un lavoro questo che pone la Virtus tra le migliori società del
panorama nazionale giovanile. Il divorzio con Siena è datato
gennaio 1999 e Lasi fa ritorno all’altro suo grande amore:
Fabriano. Una stagione da assistent coach e poi la grande soddisfazione
di riportare Fabriano in A1. Il resto è storia d’oggi.
Giunto a Rieti a metà stagione 2002/2003 in sostituzione
di Zorzi, è partito quest’anno con una formazione
nata e modellata secondo i suoi dettami tcnici. E i risultati
ne hanno confermato la validità. Ora Rieti attende da
Lasi il miracolo tanto atteso ma che nessuno, per scaramanzia,
osa pronunciare. Noi pensiamo che, comunque vada, il Lasi-pensiero
non è da discutere e per questo, fin d’ora,
lo ringraziamo.
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