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TRIS Rieti |
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degli articoli del giornale Overtime - Anno 1 - Numero 2 del 05/10/03 |
Rieti
non delude
Trecentocinquanta
abbonamenti, millesettecento spettatori presenti alla prima
di campionato della Tris. Rieti, ancora una volta, ha risposto
alla grande, a dimostrazione del grande amore che questa
città nutre per il basket.
La società presieduta da Papalia è stata premiata per lo sforzo
finora fatto. La nuova gestione ha già dato un'impronta di stile e di
organizzazione. L'esperienza manageriale del patron (reatino d.o.c.) si fa sentire
e le novità operate in questi pochi mesi sono state apprezzate.
Prima di tutto la ricostruzione del settore giovanile. "Senza basi solide
non si va da nessuna parte", andava ripetendo Papalia durante l'estate e
un lavoro profondo di rinnovamento è stato subito approntato soprattutto
nei confronti del mondo scolastico reatino. Un giovane allenatore, Carapacchi,
entrerà in tutte le palestre delle elementari e medie per avvicinare i
giovani al basket. E questo è già un grande risultato. Poi c'è stata
la rivoluzione nella politica dei prezzi dei biglietti.
" E' uno sforzo doveroso - precisa il presidente - . Abbiamo scelto di abbassare
i costi considerati troppo elevati e di garantire servizi particolari a chi aveva
la possibilità di fare uno sforzo economico maggiore".
Prezzi più popolari da una parte e gold card dall'altra, per avere più famiglie
al palazzo e per fornire una serie i servizi agli abbonati vip.
E Rieti ha risposto come doveva, dimostrando gradimento per le scelte operate.
Il feeling continua, altre pagine di storia del basket possono essere scritte.
Tutti insieme !!
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Zampolini:
una storia reatina
"Ho un gran debito di riconoscenza verso Rieti. Spero proprio di ricambiare
tutto l'affetto e la stima che sportivi e dirigenza rivolgono verso di me".
Domenico Zampolini, attuale d.s. della Tris, si tuffa nella nuova avventura
con la stessa spinta emotiva che ne caratterizzò il suo esordio con
la maglia della Sebastiani.
"
Era il 1973 - ricorda Zampolini - e venni da Spoleto a Rieti per vincera
una scommessa: giocare al basket ad alti livelli. Disputai due finali nazionali
juniores e a Bra fui premiato come miglior giocatore.
Contemporaneamente feci l'esordio in serie A: sul neutro di Roma contro l'Ignis
Varese. Roba da far tremare le gambe". Con la maglia nr.6 Zampolini
disputò una serie memorabile di partite, ma fu anche fuori dal campo
di gioco che l'ala spoletina visse momenti particolari.
"
Faccio faticaad individuare l'episodio che mi ha dato maggior soddisfazione.
Penso che il ricordo più bello sia però il contatto e l'amicizia
dimostratami dai reatini e oggi, tornando in questa città, tocco il
cielo con un dito". A 21 anni la Sebastiani, per esigenze di bilancio,
lo cedette a Rimini. "Piansi tutta la notte - ricorda commosso - non
volevo andare via da Rieti. Poi mi feci coraggio e preparai i bagagli. A
Rimini ho disputato due bei campionati e poi mi dissero di scegliere tra
Pesaro e Milano. non volevo allontanarmi tanto dalla mia famiglia e così andai
nelle Marche. Con Pesaro - aggiunge Zampolini - ho vinto due scudetti, una
Coppa delle Coppe e una Coppa Italia". Oggi "Zampo" è di
nuovo a casa.
"
Sì, e lo dico con orgoglio. Tornare a Rieti era un sogno che mai avrei
pensato si potesse avverare. Inizio qui una nuova avventura, nuovi compiti
e un ruolo difficile. Inizialmente ero spaesato. Dover risolvere i problemi
dei giocatori, gli stessi che io avevo alcuni anni fa, mi sembrava quantomeno
un fatto strano. Ma Rieti mi ha di nuovo aperto le braccia e, grazie al presidente
Papalia, ho ritrovato subito il feeling di allora". Nuovamente in panchina
con la Sebastiani, questa volta in abiti "borghesi", Domenico Zampolini
soffre più che da giocatore.
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Io
la vedo così
a
cura di Fabrizio Rosati
"Abbiamo lavorato nella convinzione di poter centrare
l'obiettivo che ci siamo prefissato, sia nella costruzione
di un organico tecnico competitivo, che in quello di una struttura
societaria di prim'ordine". Con queste parole, ripetute
a più riprese durante l'estate e che ben sintetizzano
i dettami per tutta la neonata Nuova Sebastianii, il presidente
Papalia ha aperto questa nuova serie di pubblicazioni che ci
accompagneranno per tutta la stagione e, per la quale, ha inteso
dare spazio di libera opinione anche a chi l'opinione, spesso
da tifoso, tenta di darla quotidianamente, nel tentativo, non
isolato, di riavvicinare il più possibile la città di
Rieti alla creatura sportiva che più ama.
Di messaggi ed iniziative in tal senso, spesso sapientemente
condite da un sano amarcord, la nuova gestione ha inteso darne
e ripetutamente, sotto l'attenta regia del presidente stesso
che, in quanto a managerialità, non ha certo da imparare
da nessuno. E partendo quindi da una filosofia costruttiva,
che tenti di unire il passato con il presente, giovandosi della
esperienza, della competenza e, non ultimo, dell'attaccamento
ai colori di coloro che avevano contribuito in passato a creare
la pallacanestro reatina, si affidano, per il presente ed il
futuro, ruoli di prima linea a Renato Milardi e a Domenico
Zampolini, nel tentativo, forse non polemico, ma comunque visibile
e deciso, di rompere con il più recente passato.
La composizione dei quadri tecnici è poi la diretta
conseguenza della stessa filosofia per la quale si è giustamente
andati alla ricerca di coloro che, tra tutti, avessero le migliori
caratteristiche non solo tecniche, ma morali (Laezza e Fazzi)
e, non ultimo, un qualche riscontro di "reatinità" (Bianchi
e Feliciangeli), senza per questo fare a meno di coloro che,
lo scorso anno, avevano meritato la riconferma sul campo.
Sono ormai lontani i tempi nei quali la Rieti cestistica rubava
la ribalta a società certamente più blasonate.
Forse difficilmente potranno tornare. Forse tutti insieme dovremo
fare lo sforzo per trovargli un posto tra le nostre più belle
memorie. Solo così riusciremo ad apprezzare gli sforzi
che ripetutamente negli ultimi anni hanno fatto personaggi
diversi. Solo così ritroveremo quella passione che tanti
anni fa, unendoci, ci consentì quel miracolo e che anche
oggi dovrebbe coagulare e non dividere, come troppo spesso
avviene. Per tener vivo un sogno chiamato "A". |
Largo
ai giovani
Tre
assi per l'under venti
La
formazione under 20 della Tris è stata inserita nel campionato
riservato alle migliori formazioni italiane. La notizia è già un
primo colpo positivo messo a segno dal settore giovanile reatino
e la squadra ha tutte le carte in regola per ben figurare.
"
Esistono due campionati under 20 - spiega Enrico Grillo - responsabile
del settore giovanile - Uno è di carattere unicamente
regionale, l'altro, denominato "open", è articolato
in pù fasi fino ai raggruppamenti nazionali".
E la Tris non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione per inserirsi
nel gotha del basket giovanile italiano. Chi guiderà come
tecnico la formazione under 20 (Cordoni?) avrà a disposizione
almento sette elementi di grande spessore che, in campo, possono
fare la differenza. Francesco Olivieri, Marco Evangelisti, Filippo
Rossi, Emanuele D'Agabiti, Marco Di Mauro, Diego Grillo e Carlo
Cappellante, questi i nomi dei ragazzi che sicuramente faranno
parte del gruppo ed è gente che giornalmente respirano
già basket ad alto livello essendo, per la maggior parte,
gli aggregati alla prima squadra.
Da loro ci si attende un apporto decisivo per superare la prima
fase regionale e approdare poi a quella nazionale.
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Enrico
Grillo (responsabile) e Gianni Cavoli (preparatore atletico e
coordinatore del progetto scuola) |
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