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Info NSB
TRIS Rieti
Campionato B1 Eccellenza
2003/2004

   
NSB TRIS Rieti
Testo degli articoli del giornale Overtime - Anno 1 - Numero 2 del 05/10/03

Rieti non delude
Trecentocinquanta abbonamenti, millesettecento spettatori presenti alla prima di campionato della Tris. Rieti, ancora una volta, ha risposto alla grande, a dimostrazione del grande amore che questa città nutre per il basket.
La società presieduta da Papalia è stata premiata per lo sforzo finora fatto. La nuova gestione ha già dato un'impronta di stile e di organizzazione. L'esperienza manageriale del patron (reatino d.o.c.) si fa sentire e le novità operate in questi pochi mesi sono state apprezzate.
Prima di tutto la ricostruzione del settore giovanile. "Senza basi solide non si va da nessuna parte", andava ripetendo Papalia durante l'estate e un lavoro profondo di rinnovamento è stato subito approntato soprattutto nei confronti del mondo scolastico reatino. Un giovane allenatore, Carapacchi, entrerà in tutte le palestre delle elementari e medie per avvicinare i giovani al basket. E questo è già un grande risultato. Poi c'è stata la rivoluzione nella politica dei prezzi dei biglietti.
" E' uno sforzo doveroso - precisa il presidente - . Abbiamo scelto di abbassare i costi considerati troppo elevati e di garantire servizi particolari a chi aveva la possibilità di fare uno sforzo economico maggiore".
Prezzi più popolari da una parte e gold card dall'altra, per avere più famiglie al palazzo e per fornire una serie i servizi agli abbonati vip.
E Rieti ha risposto come doveva, dimostrando gradimento per le scelte operate. Il feeling continua, altre pagine di storia del basket possono essere scritte. Tutti insieme !!






Zampolini: una storia reatina
"Ho un gran debito di riconoscenza verso Rieti. Spero proprio di ricambiare tutto l'affetto e la stima che sportivi e dirigenza rivolgono verso di me". Domenico Zampolini, attuale d.s. della Tris, si tuffa nella nuova avventura con la stessa spinta emotiva che ne caratterizzò il suo esordio con la maglia della Sebastiani.
" Era il 1973 - ricorda Zampolini - e venni da Spoleto a Rieti per vincera una scommessa: giocare al basket ad alti livelli. Disputai due finali nazionali juniores e a Bra fui premiato come miglior giocatore.
Contemporaneamente feci l'esordio in serie A: sul neutro di Roma contro l'Ignis Varese. Roba da far tremare le gambe". Con la maglia nr.6 Zampolini disputò una serie memorabile di partite, ma fu anche fuori dal campo di gioco che l'ala spoletina visse momenti particolari.
" Faccio faticaad individuare l'episodio che mi ha dato maggior soddisfazione. Penso che il ricordo più bello sia però il contatto e l'amicizia dimostratami dai reatini e oggi, tornando in questa città, tocco il cielo con un dito". A 21 anni la Sebastiani, per esigenze di bilancio, lo cedette a Rimini. "Piansi tutta la notte - ricorda commosso - non volevo andare via da Rieti. Poi mi feci coraggio e preparai i bagagli. A Rimini ho disputato due bei campionati e poi mi dissero di scegliere tra Pesaro e Milano. non volevo allontanarmi tanto dalla mia famiglia e così andai nelle Marche. Con Pesaro - aggiunge Zampolini - ho vinto due scudetti, una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia". Oggi "Zampo" è di nuovo a casa.
" Sì, e lo dico con orgoglio. Tornare a Rieti era un sogno che mai avrei pensato si potesse avverare. Inizio qui una nuova avventura, nuovi compiti e un ruolo difficile. Inizialmente ero spaesato. Dover risolvere i problemi dei giocatori, gli stessi che io avevo alcuni anni fa, mi sembrava quantomeno un fatto strano. Ma Rieti mi ha di nuovo aperto le braccia e, grazie al presidente Papalia, ho ritrovato subito il feeling di allora". Nuovamente in panchina con la Sebastiani, questa volta in abiti "borghesi", Domenico Zampolini soffre più che da giocatore.
Io la vedo così
a cura di Fabrizio Rosati
"Abbiamo lavorato nella convinzione di poter centrare l'obiettivo che ci siamo prefissato, sia nella costruzione di un organico tecnico competitivo, che in quello di una struttura societaria di prim'ordine". Con queste parole, ripetute a più riprese durante l'estate e che ben sintetizzano i dettami per tutta la neonata Nuova Sebastianii, il presidente Papalia ha aperto questa nuova serie di pubblicazioni che ci accompagneranno per tutta la stagione e, per la quale, ha inteso dare spazio di libera opinione anche a chi l'opinione, spesso da tifoso, tenta di darla quotidianamente, nel tentativo, non isolato, di riavvicinare il più possibile la città di Rieti alla creatura sportiva che più ama.
Di messaggi ed iniziative in tal senso, spesso sapientemente condite da un sano amarcord, la nuova gestione ha inteso darne e ripetutamente, sotto l'attenta regia del presidente stesso che, in quanto a managerialità, non ha certo da imparare da nessuno. E partendo quindi da una filosofia costruttiva, che tenti di unire il passato con il presente, giovandosi della esperienza, della competenza e, non ultimo, dell'attaccamento ai colori di coloro che avevano contribuito in passato a creare la pallacanestro reatina, si affidano, per il presente ed il futuro, ruoli di prima linea a Renato Milardi e a Domenico Zampolini, nel tentativo, forse non polemico, ma comunque visibile e deciso, di rompere con il più recente passato.
La composizione dei quadri tecnici è poi la diretta conseguenza della stessa filosofia per la quale si è giustamente andati alla ricerca di coloro che, tra tutti, avessero le migliori caratteristiche non solo tecniche, ma morali (Laezza e Fazzi) e, non ultimo, un qualche riscontro di "reatinità" (Bianchi e Feliciangeli), senza per questo fare a meno di coloro che, lo scorso anno, avevano meritato la riconferma sul campo.
Sono ormai lontani i tempi nei quali la Rieti cestistica rubava la ribalta a società certamente più blasonate. Forse difficilmente potranno tornare. Forse tutti insieme dovremo fare lo sforzo per trovargli un posto tra le nostre più belle memorie. Solo così riusciremo ad apprezzare gli sforzi che ripetutamente negli ultimi anni hanno fatto personaggi diversi. Solo così ritroveremo quella passione che tanti anni fa, unendoci, ci consentì quel miracolo e che anche oggi dovrebbe coagulare e non dividere, come troppo spesso avviene. Per tener vivo un sogno chiamato "A".
Largo ai giovani
Tre assi per l'under venti
La formazione under 20 della Tris è stata inserita nel campionato riservato alle migliori formazioni italiane. La notizia è già un primo colpo positivo messo a segno dal settore giovanile reatino e la squadra ha tutte le carte in regola per ben figurare.
" Esistono due campionati under 20 - spiega Enrico Grillo - responsabile del settore giovanile - Uno è di carattere unicamente regionale, l'altro, denominato "open", è articolato in pù fasi fino ai raggruppamenti nazionali".
E la Tris non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione per inserirsi nel gotha del basket giovanile italiano. Chi guiderà come tecnico la formazione under 20 (Cordoni?) avrà a disposizione almento sette elementi di grande spessore che, in campo, possono fare la differenza. Francesco Olivieri, Marco Evangelisti, Filippo Rossi, Emanuele D'Agabiti, Marco Di Mauro, Diego Grillo e Carlo Cappellante, questi i nomi dei ragazzi che sicuramente faranno parte del gruppo ed è gente che giornalmente respirano già basket ad alto livello essendo, per la maggior parte, gli aggregati alla prima squadra.
Da loro ci si attende un apporto decisivo per superare la prima fase regionale e approdare poi a quella nazionale.


Enrico Grillo (responsabile) e Gianni Cavoli (preparatore atletico e coordinatore del progetto scuola)
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NSB TrisRieti / Stagione 2003/2004


   
 
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