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TRIS Rieti |
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degli articoli del giornale Overtime - Anno 1 - Numero3 del 19/10/03 |
DOMATA
CASERTA
La tris cerca conferme
Il
duo Fazzi-Laezza ha smontato tutte le alchimie difensive
di Sacco e, con una prestazione super,
ha dato il "la" alla
strepitosa vittoria della Tris nel catino del Palamaggiò.
Il loro apporto di punti, ma soprattutto di gioco, ha
incanalato la partita verso il risultato positivo e a
poco sono servite le giocate di potenza di Rusconi o
le invenzioni di Nandokane Gentile. Il pacchetto di lunghi
reatini (Bianchi, Bagnoli, Feliciangeli e Reale) ha pian
piano chiuso l'ex NBA in una morsa impenetrabile e Caserta
ha dovuto subire il ritmo forsennato dei due play amarantocelesti
che hanno letteralmente dettato legge. La quarta giornata
di campionato, oltre alla strepitosa vittoria della Tris,
ha visto la Falco Pesaro sconfiggere nettamente Olbia
e piazzarsi in vetta alla classifica. "Perdere o
vincere uno scontro con i diretti avversari per l'alta
classifica fa parte delle previsioni della vigilia -
commentava a fine partita Sacco, allenatore del Caserta
-. Perdere punti con una matricola o con una formazione
inferiore tecnicamente può costarti caro".
E a cadere in questa trappola è stata un'altra
formazione ben accreditata come la Cuomo Latina che,
a dispetto di tutti i pronostici, ha perduto in casa
contro il Pistoia. Altra squadra in gran spolvero quella
di Firenze che, battendo in esterna Ancona, ha conquistato
un importante secondo posto. In ripresa invece l'avversaria
odierna della Tris, il Montegranaro che, dopo un avvio
di stagione un pò stentato anche a causa
degli infortuni, ha ritrovato il passo giusto
violando il campo di Capo d'Orlando.
Buone infine le prestazioni di Trapani a Campli
e di Atri a Veroli, mentre sofferta è stata la vittoria di
Siena contro Patti. E l'incertezza di risultati sarà una
costante comune anche della giornata odierna. Il derby
marchigiano tra Ancona e Pesaro potrà dirci quanto
vale il primato dei pesaresi e quanto sia vero l'ultimo
posto dell'Ancona. Lo scontro tra Firenze e Latina dovrà invece
confermare le attese nate sul quintetto toscano e le perplessità sorte
per quello pontino, mentre sul filo della sirena appaiono
altri match come quello tra Siena e Orlandina, Patti e
Veroli, Atri e Pistoia o, perchè no, tra i siciliani
del Trapani e i sardi dell'Olbia. Tutta da seguire sarà poi
la trasferta della Pepsi Caserta sull campo del
Campli. I valori in campo farebbero prevedere una
supremazia
dei campani.
Aniello Laezza, protagonista di un'ottimo match a Caserta |
METTI UN FAZZI NEL MOTORE
Forse
pochi lo sanno, ma Cristiano Fazzi, casertano d.o.c., ha
già uno scudetto cucito nella maglia. "Nella
stagione 90/91, anno del tricolore di Caserta, ero nei
dieci titolari". Ragazzo umile quanto bravo, Fazzi
confessa con molta modestia di esser stato campione d'italia
quando Nando Gentile, avversario domenica scorsa, era
il leader da imitare. "Restai a Caserta fino al
1994 - prosegue - per poi andare a Ragusa in B1. Tornai
a Caserta in A2 per altre due stagioni per passare poi
ad Imola, dove vinsi il campionato e giocai 4 anni di
fila in A1. Mi bloccai per un infortunio al ginocchio
e anche lo scorso anno a Cantù non ho reso come
avrei voluto. Adesso sono a Rieti e credo proprio sia
l'ambiente ideale per fare quello che mi piace di più:
vincere". Cristiano è sempre vissuto in un
clima sportivo. Suo padre, Marco, è stato ottimo
giocatore di calcio. "Ha disputato diversi campionati
in serie B e C sia con la maglia della Casertana sia
con quella del Savona". Padre calciatore, figlio
con il basket nel sangue. Cambia lo sport, ma in casa
Fazzi si respira aria di grandi imprese. "Quando
mi sono avvicinato allo sport - ricorda Cristiano - a
Caserta si mangiava pane e basket. Inevitabile che anch'io
mi appassionassi a questo sport e oggi posso dire che è stata
la scelta giusta". A Rieti, in coppia con Laezza,
si è formata una coppia di piccoli che fa girare
a mille il motore della Tris. "Stiamo imparando
a giocare in sintonia. Sia io che Aniello siamo giocatori
caratteriali molto portati alle giocate d'istinto. Sono
comunque molto soddisfatto per il clima che si è creato
intorno alla squadra e per l'affetto che gli sportivi
ci dimostrano". Fuori dal parquet Fazzi ama leggere
libri ma soprattutto trascorrere molto tempo libero con
i suoi bambini. "Gli impegni spesso mi portano lontanto
ma cerco di ritagliarmi il tempo giusto per i miei affetti.
Per quanto riguarda i miei traguardi sportivi vorrei
continuar a fare quello che ogni giocatore sogna: vincere.
E vincere con la maglia di Rieti sarebbe fantastico.
Ambizioni? Andare in serie A e festeggiare con i tifosi".
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Cristiano Fazzi

Cristiano play maker reatino
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Io
la vedo così
a
cura di Fabrizio Rosati
"La Tris ha dimostrato di non essere solo un insieme di
tanti campioni, ma una vera squadra, fatta di campioni".
Queste sono state le parole dello sconsolato coach casertano
Giancarlo Sacco dopo la splendida vittoria di Riva e compagni
al Palamaggiò sette giorni fa. E anche se non lo ha detto,
ha fatto capire che è la sua Caserta ad essere ancora
un dream team eccezionale solo sulla carta, molto meno sul campo.
Sembra poi che a fine gara sia servita della novalgina per il
mal di testa degli esterni campani che ancora cercavano di fermare
Fazzi e Laezza... Battute a parte, quella di Caserta è stata
una partita che aveva a che fare ben poco con la serie B1, le
società, le due tifoserie meritano qualcosa in più,
ma i conti si potranno fare solo a fine stagione. Negli ultimi
cinque anni, la Virtus, ha sempre avuto tra le propria fila i
migliori giocatori in ogni ruolo, il grande colpo che scendeva
di categoria per la Virtus (Sorrentino, Vidili, Nobile, Raggi,
Morena etc) ma è sempre mancato poi qualcosa sul parquet,
quello spirito, quella mentalità negli atleti che è indispensabile
per imporsi e vincere i playoff. Se la Tris è riuscita
a sconfiggere l'armata bianconera di Caserta, e la Palamaggiò sembrava
davvero una gara che valeva la promozione, è proprio perchè ci
ha messo qualcosa in più da questo punto di vista. I vari
Rusconi, Shorter, Faggiano, lo stesso Gentile, hanno provato
a risolvere la partita giocando ognuno per sé, sembrava
la Virtus dello scorso anno. La Tris invece, ispirata dai folletti
Fazzi e Laezza, non ha mai perso la testa ed ha vinto di squadra.
Complimenti a Lasi dunque, che dopo averli richiesti in estate
sta riuscendo nel farli giocare come vuole, e alla dirigenza,
che nel mercato è stata in grado di accontentare il suo
coach. La vittoria di Caserta comunque non deve ora portare ad
esaltare ogni cosa, gli va dato il giusto peso. Dopo solo quattro
giornate è presto per dare giudizi definitivi, il campionato è lungo,
arriveranno anche le battute d'arresto e poi l'importante sarà avere
la benzina giusta a primavera. ma la cosa che piace di più in
questa prima Tris targata Papalia è lo spirito di squadra,
dove il successo personale di ogni giocatore viene dopo il risultato,
e a Rieti questa è una bella novità. Per vincere
poi sono necessari numerosi fattori, non ultimo il supporto del
pubblico. Della curva già si sa tutto, non importa se
a Vigevano o a Caserta, Maistrello e i suoi ragazzi sono sempre
lì a tifare a km e km da casa. Nelle prime due partite
al Palaloniano comunque la città ha risposto abbastanza
bene, ma si sa che con le vittorie e il passaparola e, merito
della società, con i prezzi più bassi, le presenze
al Palaloniano aumenteranno sicuramente. Anche il gioco che Lasi
sta impostanto, fatto di difesa, rimbalzi e contropiede, è molto
spettacolare e avvicinerà nuovi tifosi. Oggi c'è l'altra
big del campionato Montegranaro, che proverà a fare lo
sgambetto a Rieti come la Tris ha fatto sette giorni fa a Caserta.
I marchigiani hanno caratteristiche molto simili a quelle di
Riva e compagni e dovrebbe uscirne una partita dai ritmi indiavolati. |
CASERTA:
APPUNTI DI VIAGGIO
Doveva essere una domenica all'insegna dello sport. E i fatti, almeno quelli
relativi al settore giovanile, hanno confermato le aspettative. Il gemellaggio
tra le formazioni anno '92 di Caserta e Rieti ha centrato pienamente l'obiettivo.
Partenza ore 7 per il gruppo amarantoceleste formato da 13 giovani giocatori
e le loro famiglie. "Levataccia" domenicale non da poco ma, per amore
del basket, questo ed altro. All'arrivo nella città della Reggia subito
in campo per la partitella tra le due formazioni. Sul parquet, si sa, ci si dimentica
velocemente dei convenevoli di rito e si va subito al sodo. I giovani della Pepsi,
forse per assenza di un arbitro, giocano in barba alle regole e i pari età reatini
vanno in tilt.
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Uno
dei giovani della Formazione Tris del '92 |
Ma è un
attimo e anche in casa Tris si risponde con altrettanto agonismo.
Vince Caserta (di poco, ma il punteggio non conta) e poi tutti
insieme
al ristorante per vivere quel "terzo tempo" tanto amato nella disciplina
del rugby. Si
familiarizza, ci si conosce, si scambiano battute. Ma il succo
dei discorsi è sempre
lo stesso: "va bene la rivalità, va bene lo sfottò ma Caserta
e Rieti, due piazze importanti, devono rispettarsi".
Si va a braccetto al Palamaggiò dove "fa più caldo".
Le tifoserie "estreme", in arte ultras, danno sfoggio dei cori oxfordiani
e i bambini, casertani e reatini, non sanno se unirsi ai ritornelli o scambiarsi
sorrisi. Fortunatamente il buon senso ha la meglio e i giovani cestisti si siedono
gli uni accanto agli altri. Non prima di aver effettuato una passerella particolare.
Sulla scena del Palamaggiò infatti lo speaker annuncia i nomi dei protagonisti
della sfida stellare e ciascun campione prende per mano un bambino della squadra
avversaria. Le curve sbandano pensando per un attimo, solo uno, di essere fuori
posto o fuori dalla civiltà. Poi nell'intervallo nuova esibizione. Reatini
e casertani under 11 riprovano a sfidarsi e questa volta (il punteggio non
conta) sono i giovani della Tris a superare gli avversari. Poi l'apoteosi della
vittoria
di Riva e soci che sugellano una giornata da incorniciare. Per i bambini un'esperienza
da non scordare.
Dimenticavo! Alla fine siamo usciti sotto scorta e il nostro autobus, come
quello degli ultras reatini, è stato accompagnato dalla polizia fino all'ingresso
dell'autostrada. Lì a "salutarci", un gruppo di ultras bianconeri
che, dopo essersi esibiti al Palasport in un finale pirotecnico, avrebbero voluto
concedere un bis ma le circostanze (leggasi polizia) glielo hanno impedito. Durante
il viaggio di ritorno molti bambini chiedevano al papà: "Scusami
ma perchè gli ultras non hanno capito il nostro messaggio?". La risposta
forse più chiara è stata: "per il momento parlano un'altra
lingua, diamogli tempo di imparare". Complimenti alla società Tris
per l'iniziativa. E' probabile che come dicevano i latini "repetita iuvant".
Proviamoci ancora.
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