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| NSB
TRIS Rieti |
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degli articoli del giornale Overtime - Anno 1 - Numero 4 del 2/11/03 |
TECNICA
+ FANTASIA = ANIELLO LAEZZA
Avvicinarsi
al basket all'età di 10 anni e poi esordire a 15 in serie
C, non è da tutti. Eppure Aniello Laezza, per gli amici
Nello, ha letteralmente bruciato le tappe verso il basket che
conta. "Inizialmente giocavo al calcio ma poi, più per
comodità che per scelta, cambiai sport iscrivendomi ai
corsi di minibasket della Partenope Napoli che si tenevano vicino
a casa mia". Una casualità premiata poi nel tempo
da una carriera invidiabile. "Ricordo con piacere il mio
esordio in serie A con il Verona, città dove vinsi un
campionato. Altre buone esperienze sono state a Trieste in A2
e lo scorso anno a Sassari con la promozione in serie A".
Un giocatore vincente, un carattere indomabile. "Due anni fa qualcuno pensò che
fossi alla fine della mia carriera a causa di un infortunio al ginocchio. A Sassari
ho dimostrato che Laezza può dare ancora molto al basket e quest'anno
voglio confermarlo". In estate il suo nome "ballava" sul taccuino
di molti dirigenti ma alla fine la scelta è stata quella di Rieti. "E
sono ancor più convinto di aver fatto quella giusta - aggiunge - . In
A2 a Sassari avrei giocato come rincalzo di un play americano. A Rieti spero
e credo di poter giocare minutaggi importanti". I fatti lo testimoniano
e le sue prestazioni sono state finora decisive in più di un'occasione.
Fondamentale anche la sua intesa con Fazzi.
" Ci completiamo a vicenda pur avendo la stessa istintività di gioco.
Credo che per il nostro ruolo occorra una grande maturità e che questa
possa esser raggiunta intorno ai 30 anni. In più sono convinto che marcarci
sia molto difficile. Proponendo continuamente un pick & roll dopo l'altro
possiamo mandare in tilt le difese avversarie".
Nella sua carriera Aniello ha vissuto giorni sì ed altri meno, ma anche
episodi simpatici. "Giocavo con Scafati ed eravamo in trasferta sul campo
di Bergamo. Per loro era l'ultima spiaggia per salvarsi e, a tre minuti dalla
fine, ci sorpassarono grazie ad una schiacciata impressionante del loro americano.
Talmente impressionante che ruppe l'anello del canestro. Non riuscirono a sostituirlo
perchè il magazzino ne era sprovvisto e noi vincemmo la partita a tavolino".
Oggi Laezza pensa alla Tris e al suo pubblico. "Ho trovato una tifoseria
calda ed appassionata. Mi sento quasi a casa".

Aniello Laezza,
sotto lo sguardo del pubblico e dei fans
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I
SEGRETI DI VEROLI
Roberto
Peron, assistent coach tris, fa le carte agli avversari
"Segreti?
Ormai non ce ne sono più per nessuno. Con sei giornate
di campionato già trascorse - precisa Peron - nessuna
squadra può permettersi il lusso di fare pretattica".
E allora scopriamo le carte al Veroli. "Si tratta di una
squadra che, ad inizio stagione, si poneva fra le out-sider per
le parti alte della classifica. Del resto è formazione
nata per essere più completa possibile in tutti i reparti".
Qualche battuta d'arresto nel suo cammino, ma anche sprazzi di
luce che ne hanno confermato le potenzialità.
" Hanno una batteria di esterni particolarmente pericolosa. Spigaglia è giocatore
capace di mettere a segno medie da capogiro, ma anche Pieri non gli è da
meno. Voglio però ribadire che Veroli è squadra ben equilibrata,
basti pensare al gruppo dei lunghi a disposizione di Fabbri. Giuliani sa giocare
in posizione 4, ma è di mestiere anche spalle a canestro. Sguassero è un
lungo forte fisicamente ma dotato anche di tanta agilità che gli permette
di smarcarsi anche per un buon tiro dai due-tre metri. Infine c'è Peppe
Falco, gran rimbalzista e buon difensore, capace di recuperi importanti per l'economia
del gioco di squadra".
In questi ultimi giorni Veroli ha vissuto momenti di tensione anche fra qualche
giocatore e parte della tifoseria.
" Quando non tutto va per il verso voluto - conclude Peron - il nervosismo
può trovare spazio, ma non c'è da farsi illusioni. Veroli viene
a Rieti per giocarsi fino in fondo le sue chances. Noi, piuttosto, dobbiamo restare
concentrati e superare i problemi nati con l'assenza di Picchio Feliciangeli". |

Roberto
Peron, vice coach della NSB Tris Rieti
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Io
la vedo così
a
cura di Valerio Pasquetti
Gli alieni della Tris sono improvvisamente tornati
terrestri. Il campionato di questa Lega, difficile e competitivo
come pochi, ha sancito ancora una volta il suo verdetto. Ogni partita,
anche quella che sulla carta parrebbe più scontata, deve essere
affrontata con il giusto piglio, con determinazione e, specialmente,
con umiltà. Gli amarantoceleste ci hanno fatto sognare a Caserta,
letteralmente impazzire di gioia contro Montegranaro, ma poi hanno
nuovamente vestito i panni dei comuni mortali e così è bastato
un manipolo di giovani talentuosi, animati da tanta buona volontà per
mettere in ambascia la corazzata Tris. la Virtus che è scesa
in campo a Pistoia non era neppure lontana parente di quella tosta
e combattiva vista affermarsi su Caserta e Montegranaro. I ragazzi
di Maurizio Lasi sono parsi subito demotivati, scarsamente concentrati,
animati pure da una punta di presunzione e, puntualmente, hanno pagato
dazio dinanzi ad una compagine, quella pistoiese, rivelatasi decisamente
poca cosa agli occhi attenti dei soliti e numerosi supporters reatini
presenti in tribuna. La sconfitta patita in Toscana ha cancellato
il successo di Caserta perchè è lecito ritenere che
tutte o quasi le formazioni di vertice finiranno con l'espugnare
il parquet di via Enrico Fermi. Qualche attenuante non è mancata:
l'assenza di Feliciangeli, le condizioni di forma approssimative
di Bianchi e capitan Riva hanno pesato sulle due trasferte giocate
a Pistoia ed a Patti. Ma contro Veroli è vietato fallire.
Serviranno umiltà e spirito di gruppo per cogliere un successo
che gli amarantoceleste non possono di certo lasciarsi sfuggire. |
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